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Benvenuti ad un nuovo appuntamento con il nostro Diario di bordo!

E’ arrivato il grande giorno e da pochi minuti Roberto Saviano siede dietro la nostra cattedra virtuale per parlarci di Primo Levi.

 

Levi è stato scelto dagli studenti del Liceo Vittoria e mi ha molto colpito che i ragazzi lo abbiano voluto. Secondo me perché in un momento così drammatico il pensiero di Levi diventa uno spazio di resistenza. Salvare l’“umano” in una situazione tragica” cosi si esprime l’autore nell’intervista che potete leggere al seguente link :

https://torino.corriere.it/cultura/20_marzo_30/coronavirus-roberto-saviano-per-resistere-rileggiamo-primo-levi-1750ce78-7257-11ea-bc49-338bb9c7b205.shtml

Domani promettiamo di dare voce ai protagonisti di questa grande esperienza di confronto: i nostri studenti!

Ma iniziamo con contributi e i suggerimenti che ci arrivano.

Per alimentare il nostro spirito di comunità ecco un video molto significativo che vi suggeriamo di visionare

 

Protagoniste di oggi, le classi della prof.ssa Palumbo:

durante le temute interrogazioni

 

e durante le ore di storia 

 

 

La professoressa Martinelli, invece, per non farci sentire soli e per offrirci uno spunto di riflessione ci invita a leggere queste righe a commento del seguente brano di Marcel Proust.

Quand j’étais tout enfant, le sort d’aucun personnage de l’histoire sainte ne me semblait aussi misérable que celui de Noé, à cause du déluge qui le tint enfermé dans l’arche pendant quarante jours. Plus tard, je fus souvent malade, et pendant de longs jours je dus rester aussi dans l’«arche». Je compris alors que jamais Noé ne put si bien voir le monde que de l’arche, malgré qu’elle fût close et qu’il fît nuit sur la terre.

(lettera al suo amico Willie Heath che apre Les Plaisirs et les jours)

Marcel Proust, una delle voci più importanti della letteratura francese, ha conosciuto molto bene l’isolamento: la sua salute cagionevole infatti lo ha spesso obbligato a trascorrere lunghi periodi chiuso in casa, in particolare nella sua stanza, che lui chiama “Arca”.

Quand’era bambino gli sembrava che vivere rinchiusi nell’Arca di Noè fosse la peggiore sventura, ma da adulto vivere nell’”Arca” di casa sua gli ha permesso di vedere il mondo più profondamente e di coglierne la bellezza.

Le parole di Proust oggi sono più che mai attuali per tutti noi che siamo costretti a rimanere nell’“Arca”, confinati tra le mura delle nostre case.

Perché non ispirarsi alle sue parole e approfittare di questo periodo per ritrovare sé stessi?

 

Leggere ci invita a riflettere quindi di seguito troverete un link interessante per passare un po’ di tempo in queste giornate sospese.

http://www.assoctc.it/wp-content/uploads/2020/03/Dal-Libro-Rosso-di-Carl-Gustav-Jung.pdf

 

Esprimere i propri sentimenti e rendere partecipi i nostri compagni e i nostri professori di come si svolgono le nostre giornate in quarantena serve a renderci più forti nel sopportare questa prova.

A noi ragazzi fa piacere vedere i nostri amici ed i professori  anche se solo attraverso uno schermo ma crediamo che alla nostra preside faccia molto piacere sapere che il lavoro suo e dell’intero staff viene apprezzato da tutta la grande famiglia del Vittoria, quindi di seguito pubblichiamo alcune foto della nuova quotidianità e alcune mail inviate all’istituto.

Buongiorno, volevo solo segnalarle che con Mattia al mattino sto “andando a scuola” anche io. Ieri ad esempio sono rimasta incantata dalla lezione del prof.Afrito, ora sto seguendo la Prof.ssaSabatino sulla Divina Commedia e non posso che sentirmi profondamente grata, per il lavoro che tutti voi state svolgendo per garantire ai nostri ragazzi di proseguire nello studio. Un caro abbraccio, vostra alunna

Concludiamo con le riflessioni di Clara Padovano, studentessa della 3CD.

“ Strane giornate queste che stiamo vivendo, il tempo sembra sospeso in attesa che tutto ricominci, ma come ricomincerà?

Intorno a noi sentiamo dire che nulla sarà più come prima ma io, sinceramente, non capisco che cosa voglia dire…. Sarà meglio o sarà peggio?

Non mi rendevo conto di quanto fosse bello abbracciare i miei compagni, salutarli tutti con un bacio prima di tornare a casa, ogni giorno… erano gesti a cui non davo un significato importante, adesso so che quando potrò rifarlo avranno un senso più profondo e penserò che un bacio più un abbraccio sarà come dire affetto.

Per fortuna esistono Skype, Whatsapp e Instagram, se tutto ciò fosse successo  10 anni fa come ce la saremo cavata?

Saremo rimasti davvero soli…

Pensate che ieri sera anche i miei genitori hanno fatto un aperitivo via Skype…. Impensabile 2 o 3 settimane fa!

Ma siamo umani e questo dimostra che abbiamo  bisogno di sentirci vicini, in contatto con i nostri amici e parenti e in questo momento va bene farlo anche in modo virtuale anche se devo dire che non vedo l’ora di stritolare in abbraccio veri i miei amici e i miei nonni.”

 

Ti ricordiamo che puoi contribuire a rendere speciale questo spazio inviandoci pensieri, immagini e foto all’indirizzo mail ivano.leccia@vittoriaweb.it

Buona settimana! A domani![:]